Franchigia, scoperto e massimale: differenze semplici
Aggiornamento: 4 giorni fa
Tre parole possono cambiare molto il risultato economico di un sinistro: franchigia, scoperto e massimale. Non sono sinonimi e vanno letti insieme alle altre condizioni della polizza.
Franchigia
La franchigia è una parte del danno che resta a carico dell’assicurato secondo quanto stabilito dal contratto. Può essere espressa come importo o con altre modalità. La formulazione concreta della clausola conta più del nome usato nel riepilogo.
Scoperto
Lo scoperto è normalmente una quota del danno, spesso espressa in percentuale, che resta a carico dell’assicurato. Può essere accompagnato da un minimo. Per questo il suo effetto si comprende solo applicandolo al danno considerato e leggendo la clausola completa.
Massimale o somma assicurata
Il massimale indica il limite massimo previsto per una prestazione o garanzia. Nelle coperture sui beni può essere rilevante anche la somma assicurata e il criterio di valutazione previsto dal contratto. Il limite non equivale all’importo automaticamente riconosciuto.
Un esempio puramente illustrativo
Se una clausola prevede uno scoperto percentuale con un minimo, si confrontano i due valori e si applica quello previsto dalle condizioni. Se esiste anche un limite massimo, il risultato deve comunque rispettarlo. L’esempio matematico non sostituisce la lettura della polizza.
Le domande giuste da fare
La limitazione si applica a ogni evento o all’intera annualità?
Esiste un minimo o un massimo?
La garanzia ha un sottolimite specifico?
Il valore del bene è calcolato a nuovo, allo stato d’uso o con altro criterio?
Sono previste esclusioni o obblighi particolari?
Prima di stimare ciò che potresti ricevere, occorre identificare la garanzia pertinente e leggere tutte le clausole collegate. SOS Sinistri Property aiuta a organizzare questa lettura senza promettere copertura o liquidazione.
Fonte tecnica istituzionale: Quaderno IVASS n. 13.

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